{"product_id":"rivista-codice-602-2016","title":"Rivista \"Codice 602\" - 2016","description":"\u003cp class=\"p1\"\u003e\u003cspan class=\"s1\"\u003eDall'Editoriale \u003c\/span\u003e\u003cem\u003edi Sara Matteucci\u003c\/em\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003e\u003cspan class=\"s1\"\u003eLa peculiarità di «Codice 602» è da sempre la diretta connessione con la produzione artistica annuale e gli eventi promossi dall’Istituto Superiore di Studi Musicali “Luigi Boccherini”, caratteristica che ha garantito l’attenzione da parte dei lettori oltre il puro interesse musicologico. Ciò ha anche permesso alla Rivista di fare più agevolmente i suoi primi passi, cercando nel frattempo di acquisire una maggiore notorietà grazie anche alla diffusione su tutto il territorio nazionale.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003e\u003cspan class=\"s1\"\u003eA partire da questo settimo numero, come segno di ulteriore apertura per una pubblicazione che ci auguriamo possa entrare a far parte delle riviste di categoria A, saranno ospitati anche contributi inediti non direttamente connessi con la stagione artistica dell’Istituto: studi e indagini di valore che alimentano ulteriormente l’orgoglio e la spinta per proseguire il nostro contributo alla ricerca e all’approfondimento musicologico.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003e\u003cspan class=\"s1\"\u003e\u003cstrong\u003eMarcello Nardis\u003c\/strong\u003e è l’autore del primo saggio di questa edizione, \u003cem\u003eSoggettività interpretative e dinamiche relazionali nella\u003c\/em\u003e Winterreise \u003cem\u003edi Schubert\u003c\/em\u003e, che prende le mosse dal seminario del 22 marzo dedicato proprio a quei Lieder, uno dei primi appuntamenti della stagione 2016 con l’intervento dello stesso Marcello Nardis, nella veste di tenore, accompagnato al pianoforte da Simone Soldati. L’esperienza del \u003cem\u003eviaggio\u003c\/em\u003e è il cardine delle approfondite riflessioni presenti in questa analisi del celebre ciclo di 24 Lieder di Schubert, riferimento e compendio emozionale di tutto un genere musicale, composto nell’anno precedente alla morte del compositore.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003e\u003cspan class=\"s1\"\u003ePrendendo spunto dalle intense giornate del “Boccherini Guitar Festival”, incentrate quest’anno sulla figura di Manuel Maria Ponce, l’articolo \u003cem\u003eLa musica per chitarra di Manuel M. Ponce nel contesto della sua opera\u003c\/em\u003e di \u003cstrong\u003eStefano Campagnolo\u003c\/strong\u003e offre invece una illuminante panoramica della produzione musicale del compositore messicano, soffermandosi particolarmente su quella degli anni parigini dal 1923 al 1932. In questo periodo Ponce si concentra particolarmente sulla composizione per chitarra, grazie anche al determinante incontro con Andrés Segovia, scrivendo così quelli che sarebbero presto divenuti veri capisaldi della letteratura chitarristica.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003e\u003cspan class=\"s1\"\u003eLa felice collaborazione del nostro Istituto con il Centro studi “Luigi Boccherini” di Lucca, che si è fatta sempre più consistente anno dopo anno, ha portato anche in questa stagione alla realizzazione di una “due giorni” in omaggio al grande compositore lucchese cui le due istituzioni sono intitolate. Concerti, presentazioni editoriali e interventi musicologici hanno caratterizzato questa edizione, con interventi di Gabriella Biagi Ravenni e Marco Mangani. E proprio di \u003cstrong\u003eMangani\u003c\/strong\u003e è quindi il terzo contributo di questo volume, dal titolo \u003cem\u003eLa musica di Boccherini nelle \u003c\/em\u003eséances \u003cem\u003edi Pierre Baillot (1814-1840)\u003c\/em\u003e, in cui si disserta ampiamente sulla proposta della musica boccheriniana nei concerti pubblici da camera che il celebre violinista francese tenne a Parigi per oltre cinque lustri nella prima metà dell’Ottocento.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003e\u003cspan class=\"s1\"\u003eIl 28 maggio del 2016 non ha rappresentato quest’anno soltanto l’anniversario boccheriniano, ma anche un’altra importante ricorrenza per il mondo musicale lucchese: gli ottant’anni del maestro Gaetano Giani Luporini. Prolifico compositore di musica da camera, sinfonica, corale e operistica, nonché attivo in campo pittorico e poetico, Luporini è stato direttore del Conservatorio lucchese dal 1986 al 2003. Per questa ricorrenza la nostra Rivista ha desiderato rendere omaggio al maestro con un articolo a firma di \u003cstrong\u003eGianmarco Caselli\u003c\/strong\u003e, dedicato principalmente al sistema notazionale della musica di Luporini, analizzando quindi la tipologia di scrittura utilizzata e le sue implicazioni, con particolare riferimento alla produzione per pianoforte. L’intervento è arricchito da una breve intervista al compositore.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003e\u003cspan class=\"s1\"\u003eCon\u003cem\u003e “Oggi, ogni terra è un esilio”: gli anni napoletani di Ennio Porrino\u003c\/em\u003e il musicologo campano \u003cstrong\u003eAntonio Caroccia\u003c\/strong\u003e ci offre uno sguardo su un momento della vita del musicista, in un periodo di “esilio” forzato a causa dei suoi trascorsi politici, in cui egli fu oltre che compositore, didatta e critico musicale. Grazie all’analisi di una serie di documenti d’archivio inediti, siamo in grado dunque di conoscere il suo pensiero e l’impegno nella difesa dei valori artistici.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003e\u003cspan class=\"s1\"\u003eIl giovane pianista \u003cstrong\u003eAldo Dotto\u003c\/strong\u003e, ex allievo dell’Istituto “Boccherini”, presenta qui un articolo dedicato a Karol Szymanowski, che illustra i tratti salienti della sua musica, evidenziandone la grande varietà di sfaccettature. La modernità del pensiero di Szymanowski aprì i confini della Polonia alle innovazioni culturali degli altri paesi permettendo a quella nazione di portare avanti una tradizione musicale che all’inizio del secolo scorso aveva rischiato di rimanere nelle retrovie rispetto agli altri stati europei.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003e\u003cspan class=\"s1\"\u003eLa sezione dei contributi si conclude con l’intervento di una delle voci italiane più autorevoli del mondo della coralità, il maestro \u003cstrong\u003eGiovanni Acciai\u003c\/strong\u003e, il quale ha tenuto quest’anno nel nostro Istituto un seminario dedicato ai repertori corali degli ultimi cinque secoli. Con \u003cem\u003eL’importanza del canto corale nella formazione globale dell’individuo \u003c\/em\u003eAcciai in questa occasione fa un vero e proprio elogio della pratica del canto corale, quale disciplina regina nella formazione del musicista e in quella globale dell’individuo, ma allo stesso tempo non si esime da una dura analisi critica dell’attuale situazione italiana.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003e\u003cspan class=\"s1\"\u003ePer gli “Studi sulla Musica a Lucca” ci pregiamo quest’anno di pubblicare una ricerca inedita sul Manoscritto Lucchese 774 a cura di \u003cstrong\u003eMassimo Lombardi\u003c\/strong\u003e (\u003cem\u003eStorie di Canzonette del Ms 774 di Lucca\u003c\/em\u003e). Il Manoscritto 774, vale a dire l’\u003cem\u003eIntavolatura di leuto da sonare e cantare\u003c\/em\u003e, è una preziosa e complessa testimonianza musicale italiana, risalente al periodo tardo rinascimentale, conservata presso la Biblioteca Statale di Lucca. Prodotto autoctono della città, realizzato negli anni a cavallo tra i secoli XVI e XVII, il codice è descrittivo della pratica strumentale e vocale in ambienti non propriamente di etichetta. L’obiettivo della ricerca è stato quello di dare un titolo, una forma, un nome ed un cognome a queste composizioni, fino ad oggi ritenute prive di paternità.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p2\"\u003e\u003cspan class=\"s1\"\u003eInfine, la Tesi di Laurea scelta quest’anno tra le migliori presentate dagli studenti dell’Istituto è quella della pianista \u003cstrong\u003eCristina Concetti\u003c\/strong\u003e: \u003cem\u003eIl respiro del mondo: numeri e principi matematici nella composizione – Sofia Gubaidulina e la \u003c\/em\u003eSonata per pianoforte \u003cem\u003e(1965)\u003c\/em\u003e. Da sempre la musica e la matematica sono state poste in stretta relazione fra di loro. In quest’ottica, Sofia Gubaidulina – figura che spicca per gli aspetti innovativi della sua arte nel panorama musicale contemporaneo – si colloca come un’abile e originale compositrice che si avvale di numeri e proporzioni matematiche per dare vita e respiro alle sue opere. Ciò è particolarmente evidente nelle opere della maturità, ma se ne possono osservare i primi germogli nella \u003cem\u003eSonata per pianoforte\u003c\/em\u003e, un’opera giovanile di grande intensità e vitalità.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p1\"\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p4\"\u003e \u003c\/p\u003e\n\u003cp class=\"p4\"\u003e\u003c\/p\u003e","brand":"Sillabe Casa Editrice","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":53456835805448,"sku":"978-88-8347-907-6","price":23.7,"currency_code":"USD","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0929\/7638\/2216\/files\/906.jpg?v=1773073825","url":"https:\/\/sr1nmq-df.myshopify.com\/it-en\/products\/rivista-codice-602-2016","provider":"Sillabe Casa Editrice","version":"1.0","type":"link"}