{"product_id":"rivista-codice-602-2018","title":"Rivista \"Codice 602\" - 2018","description":"\u003cp\u003e\u003cspan\u003eLa principale protagonista del presente numero di «Codice 602» è sicuramente la città di Lucca, luogo dove peraltro nasce e cresce questa stessa rivista, all’interno dell’Istituto Musicale “Luigi Boccherini”. Sebbene alcuni spunti di riflessione provengano quindi da vicende, autori e testimonianze spiccatamente locali, l’interesse musicologico permane di alto livello e sicuramente va ben oltre i confini geografici e storici dei contesti dai quali si prendono le mosse: dalle prime esperienze musicali del giovane Giacomo Puccini alla carriera di un altro noto operista del suo tempo, Gaetano Luporini, fino ad esaminare fonti e documentazioni relative alla prassi musicale liturgica di fine Ottocento. A fianco di tali dissertazioni di carattere storico-musicale, siamo poi onorati di ospitare anche un contributo sulla figura di Leo Brouwer, recente ospite del nostro Conservatorio, e uno dedicato alla compositrice Lili Boulanger che, per quanto alieno nell’ambito appena descritto, non potevamo non includere nell’edizione 2018 della rivista, dal momento che proprio quest’anno ricorre il centenario della morte della musicista francese.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eEd è infatti l’articolo di \u003cstrong\u003eFiorella Sassanelli\u003c\/strong\u003e, \u003cem\u003eIl racconto della guerra nei diari e nelle lettere di Lili Boulanger, \u003c\/em\u003eche apre questo volume di «Codice 602» ripercorrendo gli ultimi 4 anni della breve vita della compositrice, scomparsa mentre la prima guerra mondiale non si era ancora conclusa. Si riconosce dunque la centralità del tema della guerra nella vicenda personale e artistica di Lili Boulanger, grazie all’esame di lettere e diari provenienti dall’ormai famosa valigia di sua sorella Nadia, il cui contenuto una volta reso pubblico, è stato catalogato dalla stessa Sassanelli.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eUn altro famoso compositore dei nostri giorni è l’oggetto del secondo contributo, dal titolo \u003cem\u003eLeo Brouwer: il colore e la bellezza dell’autenticità, \u003c\/em\u003ea firma di \u003cstrong\u003eAdriana Tessier\u003c\/strong\u003e. A seguito del grande successo dell’edizione 2018 del “Boccherini Guitar Festival”, inserito nella stagione artistica OPEN dell’Istituto e dedicato al grande compositore cubano – graditissimo ospite delle manifestazioni – abbiamo fortemente voluto dedicare a Leo Brouwer un approfondimento musicologico in merito a una delle tante variopinte branche della sua produzione musicale, quella didattica, ricca di significati e suggestioni, comunicatività e originalità, al pari di quella espressamente dedicata al concertismo.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eRicorrono quest’anno anche i settant’anni dalla scomparsa di Gaetano Luporini, musicista contemporaneo di Puccini e caro alla città di Lucca non solo per aver diretto l’Istituto Musicale per 35 anni e aver contribuito in maniera sostanziale all’attività musicale cittadina, ma anche per esser stato illustre rappresentante dell’arte lucchese in tutta Italia grazie al successo delle sue opere. Con il contributo “Amore e Morte”\u003cem\u003e, Castello di Serravalle, Gaetano Luporini,\u003c\/em\u003e\u003cstrong\u003e Caterina Manicardi\u003c\/strong\u003e ci illustra nei dettagli proprio l’ultimo dei lavori teatrali del maestro lucchese, grazie a un lavoro organico effettuato sull’opera, dopo un’attività di ricerca condotta nelle biblioteche di Lucca e Bologna.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eProseguendo, come anticipato, con gli approfondimenti storico-musicali del nostro territorio, ancora una volta esprimiamo il nostro compiacimento per la sezione “Studi sulla musica a Lucca”. Le scoperte e le indagini esposte in questo consueto segmento della nostra rivista, fanno come sempre da lente di ingrandimento per l’esame di contesti musicali di ampio interesse musicologico. La prima perla la si trova nell’intervento di \u003cstrong\u003eGabriella Biagi Ravenni\u003c\/strong\u003e, dedicato ai rapporti di Gioachino Rossini con la città di Lucca, in occasione del 150 anniversario della morte del celebre compositore. Si narra qui delle vicende legate all’opera commissionata da Maria Luisa di Borbone in occasione delle nozze del figlio Carlo Lodovico, nonché dei molti titoli rossiniani che il pubblico lucchese poté vedere allestiti sui palcoscenici cittadini, e in particolare della \u003cem\u003ePetite messe solennelle\u003c\/em\u003e eseguita per la prima volta in Chiesa durante la liturgia della festività di Santa Croce (con la presenza di un corista d’eccezione) che ebbe risonanza anche sulla stampa nazionale.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eSiamo lieti inoltre, per il terzo anno consecutivo, di accogliere un altro contributo inedito frutto di recenti ricerche di \u003cstrong\u003eMassimo Lombardi\u003c\/strong\u003e. Il soggetto è questa volta \u003cem\u003eGiovanni Antonio Papera: Reverendo musico e lucchese\u003c\/em\u003e,  maestro di cappella della Cattedrale di San Martino e fondatore della confraternita di Santa Cecilia a Lucca, il quale influì significativamente nel tessuto musicale della città e compose molta musica, tra cui una \u003cem\u003eMessa di requiem a 4 voci e b.c, \u003c\/em\u003eunico suo manoscritto giunto fino ai giorni nostri, qui integralmente trascritto.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cp\u003e\u003cspan\u003eInfine, «Codice 602» si arricchisce quest’anno anche di una sorta di appendice bibliografica: è finalmente a disposizione di studiosi e appassionati \u003cem\u003eIl Metodo per ben rispondere col suono dell’organo al Canto Corale\u003c\/em\u003e dell’abate lucchese Luigi Nerici (1857). L’accurata nota introduttiva di \u003cstrong\u003eFabrizio Guidotti\u003c\/strong\u003e ci guida nella scoperta di quello che è uno dei piccoli tesori conservati nella biblioteca dell’Istituto Musicale “Luigi Boccherini”, un trattato relativo alla pratica di cantare l’ufficio in alternanza tra il coro e l’organo, dove all’organista era richiesta la capacità di improvvisare i versetti e di scegliere un tono adeguato per i cantori come per lo strumento.\u003c\/span\u003e\u003c\/p\u003e\n\u003cdiv\u003e\u003c\/div\u003e","brand":"Sillabe Casa Editrice","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":53456837247240,"sku":"978-88-3340-053-2","price":23.68,"currency_code":"USD","in_stock":true}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0929\/7638\/2216\/files\/1062.jpg?v=1773073872","url":"https:\/\/sr1nmq-df.myshopify.com\/it-en\/products\/rivista-codice-602-2018","provider":"Sillabe Casa Editrice","version":"1.0","type":"link"}